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segunda-feira, 25 de março de 2013

NOVENA della DIVINA MISERICORDIA

NOVENA della DIVINA MISERICORDIA
(dal Venerdì Santo)

papagiovannipaolo6.jpgGesù stesso chiese a Suor Faustina di scrivere questa Novena e di recitarla in preparazione della Festa della Divina Misericordia, la prima domenica dopo Pasqua. Tale novena comincia il Venerdì Santo. (Diario 1208).
Benché questa Novena ottenga delle grazie particolari se recitata in questo periodo, essa può essere recitata in qualsiasi momento dell'anno.
Gesù disse a Suor Faustina: "Desidero che durante questi nove giorni tu conduca le anime alla sorgente della mia Misericordia affinché attingano forza, sollievo e ogni grazia necessaria nei sacrifici della vita e specialmente nell'ora della morte. Ogni giorno condurrai al mio Cuore svariate schiere di anime e le immergerai nell'oceano della mia Misericordia: Io le introdurrò nella Casa del Padre mio.
Nulla negherò a quelle anime che tu condurrai alla sorgente della mia Misericordia.
Ogni giorno chiederai al Padre mio, per l'amarezza della mia Passione, le grazie necessarie a queste anime" (Diario 1209)
.


Come si recita
la Coroncina della Divina Misericordia

Si recita con la corona del Rosario.
Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.

Si inizia con Padre Nostro. Ave Maria. Credo.

Sui grani del Padre Nostro si dice:
Eterno Padre, Ti offro il Corpo e il Sangue, l'Anima e la Divinità del Tuo dilettissimo Figlio e nostro Signore Gesù Cristo, in espiazione dei nostri peccati e di quelli del mondo intero.

Sui grani dell'Ave Maria si dice:
Per la Sua dolorosa Passione abbi misericordia di noi e del mondo intero.

Alla fine si dice tre volte:
Santo Dio, Santo Forte, Santo Immortale, abbi pietà di noi e del mondo intero.
Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.



Primo Giorno (Venerdì Santo)

"Oggi conducimi l'umanità intera e specialmente tutti i peccatori e immergili nell'oceano della mia Misericordia: con ciò mi consolerai dell'amara tristezza, in cui mi getta la perdita delle anime".
Gesù misericordiosissimo, la cui prerogativa è d'aver compassione di noi e di perdonarci, non guardare i nostri peccati, ma la fiducia che nutriamo nell'infinita tua bontà. Accoglici nella dimora del pietosissimo tuo Cuore, e non permettere che ne abbiamo ad uscire mai più. Te lo chiediamo per l'amore che ti unisce al Padre e allo Spirito Santo. Misericordia dell'Onnipotente che puoi salvare l'uomo peccatore, poiché Tu sei l'oceano dell'amore, soccorri chi t'invoca umilmente. Eterno Padre, volgi il tuo sguardo di misericordia sopra l'intera umanità e specialmente sopra i peccatori, che sono rinchiusi nel Cuore infinitamente compassionevole di Gesù e, per la sua Passione dolorosa, mostraci la tua Misericordia, affinché cantiamo assieme, eternamente, la gloria dell'onnipotente tua bontà. Amen.
Recitare la Coroncina
Secondo Giorno

"Oggi conduci a me le anime dei sacerdoti e dei religiosi e immergile nella mia imperscrutabile Misericordia. Esse mi diedero la forza di reggere fino alla fine l'amarezza della mia Passione: per mezzo loro, come attraverso dei canali, la mia Misericordia scorre sull'umanità".
Gesù misericordiosissimo, dal quale proviene tutto ciò che è buono, moltiplica sulle vergini consacrate la grazia, affinché compiano le dovute opere di misericordia, e tutti coloro che le vedono glorifichino il Padre della Misericordia che è nei Cieli. Nei cuori puri alberga la sorgente che scorre al mare dell'amor divino, chiara quale rugiada del mattino, più che le stelle in Cielo risplendente. Eterno Padre, mira con occhio di misericordia la schiera di coloro che scegliesti a lavorare nella tua vigna, le anime dei sacerdoti e dei religiosi: dona loro la potenza della tua benedizione e, per i sentimenti del Cuore di tuo Figlio in cui essi si trovano racchiusi, accorda loro il potere della tua luce, affinché sappiano guidare gli altri sulle vie della salvezza, fino a cantare insieme per l'eternità le lodi della tua imperscrutabile Misericordia. Amen.
Recitare la Coroncina

Terzo Giorno

"Oggi conducimi tutte le anime devote e fedeli e immergile nell'oceano della mia Misericordia; esse mi confortarono lungo la Via Crucis: furono quella goccia che mi consolò nell'oceano dell'amarezza". Misericordiosissimo Gesù, che dal tesoro della tua Misericordia elargisci sovrabbondantemente le tue grazie, accoglici dentro al tuo Cuore, che verso tutti è d'una bontà infinita, e non permettere che ne usciamo mai più. Te lo chiediamo per l'imperscrutabile amore di cui ardi verso il Padre Celeste. Non può l'uomo scrutare i tuoi portenti, nascondi al santo come al peccatore, Misericordia eterna del Signore che al cuore stringi giusti e penitenti. Eterno Padre, guarda con misericordia le anime fedeli che sono l'eredità del tuo Figliolo, e per la dolorosa sua Passione, concedi ad esse la tua benedizione e proteggile continuamente, affinché non abbiano a perdere l'amore e il tesoro della santa fede, ma con tutta la schiera degli angeli e dei santi cantino gloria per l'eternità all'infinita tua Misericordia. Amen.
Recitare la Coroncina


Quarto Giorno

"Conducimi oggi quelli che non mi conoscono ancora. Anche ad essi ho pensato nell'amara mia Passione e il futuro loro zelo portò consolazione al mio Cuore. Immergili nell'oceano della mia Misericordia".
O Gesù pietosissimo, che sei la luce di tutto l'universo, accogli nella dimora del compassionevole tuo Cuore le anime di coloro che non t'hanno ancora conosciuto; li illuminino i raggi della tua grazia, affinché anch'essi glorifichino con noi i prodigi della tua Misericordia, e non permettere che s'allontanino mai più dal tuo Cuore infinitamente misericordioso. La tua Misericordia onnipotente splenda su questa errante umanità, così che, vinta ormai l'oscurità, glorifichi il tuo amor concordemente. Eterno Padre, guarda con misericordia le anime di quelli che ancora non ti conoscono, perché Gesù tiene rinchiusi anch'essi nel suo Cuore. Attira verso la luce del Vangelo queste anime che ignorano la grande felicità di amarti e fa' che glorifichino tutte eternamente la generosità della tua Misericordia. Amen.
Recitare la Coroncina
Quinto Giorno

"Portami oggi le anime dei fratelli separati, immergendole nell'oceano della mia Misericordia; nell'amara mia Passione, essi mi laceravano il Corpo e il Cuore, cioè la mia Chiesa. Allorché faranno ritorno alla sua unità, si rimargineranno le mie ferite e avrò sollievo nella mia Passione".
Misericordiosissimo Gesù, che sei la bontà stessa e non rifiuti mai la tua luce a chi la chiede, accogli nella dimora del pietosissimo tuo Cuore le anime dei nostri fratelli separati, attirandoli con il tuo splendore all'unità della Chiesa, e non permettere che ne escano mai più, e adorino anch'essi la generosità della tua Misericordia. La tua Misericordia, che riveste di autorità la Chiesa col suo raggio, salvi coloro che ti fanno oltraggio strappando l'inconsutile tua veste. Eterno Padre, guarda con l'occhio della tua Misericordia le anime dei nostri fratelli separati, soprattutto di coloro che hanno dissipato i tuoi beni e abusato della tua grazia, mantenendosi nei propri errori. Sono racchiusi anch'essi nel Cuore misericordiosissimo di Gesù: non badare ai loro errori, ma piuttosto all'amore di tuo Figlio e ai dolori della sua Passione che Egli accettò per loro e fa' che anch'essi cantino le lodi dell'infinita tua Misericordia. Amen.
Recitare la Coroncina
Sesto Giorno

"Conduci oggi a me le anime miti e umili, come pure quelle dei bambini, e immergile nella mia Misericordia. Sono queste che maggiormente assomigliano al mio Cuore e mi confortarono nell'amaro tormento della mia agonia: vidi che in futuro avrebbero vegliato accanto ai miei altari come degli angeli terrestri. Su tali anime Io verso a torrenti le mie grazie. Solo esse sono capaci di riceverle e quindi posso donare ad esse tutta la mia confidenza".
Gesù misericordiosissimo, che dicesti "Imparate da me che sono mite ed umile di cuore", accogli nella dimora di questo tuo pietosissimo Cuore le anime umili e miti, unitamente a quelle dei bambini, che incantano l'intero paradiso, costituiscono la particolare compiacenza del Padre Celeste e lo deliziano spandendo davanti al suo trono il loro profumo come un mazzo di fiori, levando un perenne inno all'Amore e alla Misericordia. L'anima mite e umile di cuore respira già qui in terra il paradiso: profuma l'universo, e il dolce viso rallegra del
divino suo Signore.
Padre Eterno, china lo sguardo della tua Misericordia sulle anime umili e miti, come pure su quelle dei bambini, che Gesù tiene racchiuse dentro al pietosissimo suo Cuore. Nessun'altra anima rassomiglia quanto esse al tuo Figliolo e il loro profumo si leva da terra per giungere al tuo trono. Padre di Misericordia e di ogni bontà, ti supplichiamo, per l'amore che Tu porti a tali anime e per la gioia che provi nel mirarle, benedici il mondo intero, affinché quanti siamo ora sulla terra, veniamo a cantare eternamente le lodi della tua Misericordia. Amen.
Recitare la Coroncina


Settimo Giorno

"Portami oggi le anime che danno culto e gloria alla mia Misericordia e immergile in Essa. Sono anime che più d'ogni altra soffrono per la mia Passione e penetrano più profondamente nel mio spirito, trasformandosi in copie viventi del mio Cuore misericordioso. Esse splenderanno, nella vita futura, di un particolare fulgore; nessuna cadrà nel fuoco dell'Inferno: Io stesso le difenderò nell'ora della morte ad una ad una".

Misericordiosissimo Gesù, il cui Cuore è lo stesso amore, accogli in Esso, infinitamente buono, le anime che danno particolare culto e gloria all'immensità della tua Misericordia e che, potenti in virtù della tua stessa forza, unite a Te avanzano, fiduciose nella tua Misericordia, in mezzo alle difficoltà e alle contraddizioni, sorreggendo sulle loro spalle l'intera umanità, per cui esse non saranno giudicate con rigore, ma, nell'ora della morte, le avvolgerà la tua Misericordia. Chi dona gloria alla Pietà suprema, da questa è amato particolarmente, e sempre presso alla vital sorgente, attinge l'acqua della grazia eterna. Eterno Padre, volgi uno sguardo di benevolenza sulle anime racchiuse nel pietosissimo tuo Cuore che adorano e glorificano il tuo massimo attributo, quello dell'infinita tua Misericordia. T'imploriamo per loro che vivono il Vangelo con le mani riboccanti d'opere di Misericordia e, piene d'esultanza, levano a Te, Altissimo, l'inno della tua bontà. Ti supplichiamo, o nostro Dio, di mostrar loro la tua Misericordia in conformità alle speranze e alla fiducia, ch'esse hanno riposto in Te. S'avveri per tutte la promessa di Gesù: "Proteggerò Io stesso nella vita le anime che danno culto alla mia infinita Misericordia e, specialmente nell'ora della morte, le difenderò come mia gloria". Amen.
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Ottavo Giorno

"Portami oggi le anime che si trovano nel carcere del Purgatorio e immergile nell'abisso della Misericordia, così che gli zampilli del mio Sangue le ristorino dalla loro arsura. Tutte queste anime sono da me immensamente amate. Esse soddisfano la mia giustizia. È in tuo potere portar loro sollievo: prendi dal tesoro della mia Chiesa tutte le indulgenze, e offrile per esse. Oh, se tu conoscessi il loro tormento, offriresti continuamente per loro l'elemosina dello spirito e pagheresti i debiti che esse hanno contratto con la mia giustizia!"

Misericordiosissimo Gesù, che dicesti: "Voglio misericordia!..." ecco che io introduco nella dimora del tuo Cuore infinitamente pietoso, le anime del Purgatorio, le quali ti sono molto care e tuttavia devono soddisfare alla tua divina giustizia. Gli zampilli d'Acqua e Sangue, che scaturiscono dal tuo Cuore, spengano le vampe di quel fuoco, affinché anche lì sia glorificata la potenza della tua Misericordia.
Del Purgatorio dal dolore atroce s'eleva un pianto e un supplice pregare: Gesù, lo puoi Tu solo consolare con l'Acqua e il Sangue che versasti in Croce.
Eterno Padre, volgi uno sguardo di Misericordia sulle anime che soffrono nel Purgatorio e che Gesù tiene rinchiuse nel pietosissimo suo Cuore. Per la dolorosa Passione di tuo Figlio Gesù e per tutta l'amarezza che inondò la sua anima santissima, ti supplichiamo di mostrarti misericordioso alle anime che si trovano sotto lo sguardo della tua giustizia e ti chiediamo di non mirarle se non attraverso le Piaghe di Gesù, tuo amatissimo Figlio, perché noi crediamo che la tua bontà e la tua Misericordia sono senza limiti. Amen.
Recitare la Coroncina
Nono Giorno

"Portami oggi le anime tiepide e immergile nella profondità della mia Misericordia. Sono esse che più dolorosamente feriscono il mio Cuore, e la mia provò verso di loro nel Getsemani un'invincibile ripugnanza. Fu per causa loro che uscii in quelle parole: "Padre, allontana da me questo calice, se questa è la tua volontà!". Il ricorso alla mia Misericordia resta per loro l'ultima ancora di salvezza".

Gesù pietosissimo, che sei la stessa compassione, introduci le anime tiepide nella dimora del tuo Cuore misericordiosissimo. Fa' che si riscaldino al fuoco del tuo puro amore queste anime che sono simili a cadaveri e ti ispirano tanto ribrezzo. O Gesù pietosissimo, usa l'onnipotenza della tua Misericordia e attirale nelle fiamme più ardenti del tuo amore, donando loro un sacro zelo, perché Tu puoi tutto. Il fuoco e il ghiaccio mai non stanno insieme: quello si spegne, oppure questo fonde; sol la pietà del Ciel rende feconde le sterili creature senza speme. Eterno Padre, getta uno sguardo di commiserazione sulle anime tiepide, che sono racchiuse nel pietosissimo Cuore di Gesù. Padre della Misericordia, ti supplichiamo per l'amarissima Passione di tuo Figlio e per la sua agonia di tre ore sulla Croce, permetti che anch'esse giungano a glorificare le profondità della tua Misericordia. Amen.
Recitare la Coroncina

La Domenica della Misericordia

Gesù disse a Suor Faustina: "Desidero che la Festa della Misericordia sia un rifugio e un riparo per tutte le anime e specialmente per i poveri peccatori. In quel giorno sono aperte le viscere della mia Misericordia, riverserò tutto un mare di grazie sulle anime che si avvicineranno alla sorgente della mia Misericordia. L'anima che si accosta alla confessione (entro 8 giorni prima o dopo la "domenica della Misericordia") ed alla Santa Comunione, riceve il perdono totale delle colpe e delle pene. In quel giorno sono aperti tutti i canali attraverso i quali scorrono le grazie divine. Nessuna anima abbia paura di accostarsi a Me, anche se i suoi peccati fossero come lo scarlatto" (Diario 699). "Figlia mia, dì che la Festa della mia Misericordia è uscita dalle mie viscere a conforto del mondo intero" (Diario 1517).
Gesù desidera che questa festa sia celebrata la prima domenica dopo Pasqua. Gesù ha fatto una grande promessa per chi riceve il sacramento della Confessione e della Comunione in tal giorno: il perdono totale dei nostri peccati e la remissione delle pene! Si tratta di un'indulgenza plenaria, come quella ricevuta nel Battesimo.

Il Sacramento della Confessione

"Figlia mia, quando ti accosti alla santa Confessione, a questa sorgente della mia Misericordia, scendono sempre sulla tua anima il mio Sangue ed Acqua che uscirono dal mio Cuore e nobilitano la tua anima. Ogni volta che vai alla santa Confessione immergiti tutta nella mia Misericordia con grande fiducia, in modo che Io possa versare sulla tua anima l'abbondanza delle mie grazie. Quando vai alla Confessione, sappi che Io stesso ti aspetto in confessionale, Mi copro soltanto dietro al sacerdote, ma sono Io che opero nell'anima. Lì la miseria dell'anima si incontra col Dio della Misericordia. Dì alle anime che da questa sorgente della Misericordia possono attingere le grazie unicamente col recipiente della fiducia. Se la loro fiducia sarà grande, la mia generosità non avrà limiti. I rivoli della mia grazia inondano le anime umili. I superbi sono sempre nell'indigenza e nella miseria, poiché la mia grazia si allontana da loro e va verso le anime umili" (Diario 1602).

"Dì alle anime dove debbono cercare le consolazioni, cioè nel tribunale della Misericordia. Lì avvengono i più grandi miracoli che si ripetono continuamente. Per ottenere questo miracolo non occorre fare pellegrinaggi in terre lontane né celebrare solenni riti esteriori, ma basta mettersi con fede ai piedi di un mio rappresentante e confessargli la propria miseria ed il miracolo della Divina Misericordia si manifesterà in tutta la sua pienezza. Anche se un'anima fosse come un cadavere in decomposizione ed umanamente non ci fosse alcuna possibilità di resurrezione e tutto fosse perduto, non sarebbe così per Dio: un miracolo della Divina Misericordia risusciterà quest'anima in tutta la sua pienezza. Oh! Infelici coloro che non approfittano di questo miracolo della Divina Misericordia! Lo invocherete invano, quando sarà troppo tardi!" (Diario 1448).

La Santa Comunione

"Io desidero unirmi con le anime umane; la mia delizia è unirmi con le anime. Sappi,
figlia mia, che quando nella santa Comunione vengo in un cuore umano, ho le mani
piene di grazie di ogni genere e desidero donarle all'anima, ma le anime non mi prestano
nemmeno attenzione, mi lasciano solo e si occupano d'altro. Oh, quanto è triste per Me
che le anime non conoscano l'Amore! " (Diario 1385).
"Quanto mi addolora che le anime si uniscano così poco a Me nella santa Comunione!
Attendo le anime ed esse sono indifferenti verso di Me. Le amo con tanta tenerezza e
sincerità ed esse non si fidano di Me! Voglio colmarle di grazie, ma esse non vogliono
riceverle. Trattano con Me come una cosa inerte, eppure ho un Cuore pieno di
Misericordia e d'amore".
"Scrivi questo per le anime dei religiosi: che è una delizia per Me entrare nei loro cuori
con la santa Comunione" (Diario 1638).
"Vedi, ho lasciato il trono del Cielo per unirmi a te. Quello che vedi ora è appena un
lembo e la tua anima già sviene per amore, allora come si sbalordirà il tuo cuore quando
mi vedrai in tutta la mia gloria? Ma voglio dirti che la vita eterna deve cominciare già su
questa terra per mezzo della santa Comunione. Ogni santa Comunione ti rende più
idonea a trattare familiarmente con Dio per tutta l'eternità" (Diario 1810).

KYRIE ELEISON, CHRISTE ELEISON, KYRIE ELEISON!
 

quarta-feira, 27 de fevereiro de 2013

•O DIÁRIO de santa Irmã Faustina. O testamento de santa Irmã Faustina

Na página da internet encontra-se o texto elaborado com base em trechos do DIÁRIO de santa Irmã Faustina Kowalski (os números entre parênteses indicam a numeração dos parágrafos) e de trechos do livro
A MISERICÓRDIA DE DEUS EM SUAS OBRAS, do pe. dr. Miguel Sopocko. Queremos com isso divulgar a mensagem
da Divina Misericórdia, proclamada por intermédio de Irmã Faustina e dirigida ao mundo inteiro, que é uma fonte
de esperança para todos os homens.


”A HUMANIDADE NÃO ENCONTRARÁ A PAZ ENQUANTO NÃO SE VOLTAR,
COM CONFIANÇA, PARA A MINHA MISERICÓRDIA” (Diário, 300)
(Palavras de Jesus Cristo do Diário de santa Irmã Faustina).

VATICANO, Praça de São Pedro. Solenidade da canonização de Faustina Kowalski.
No dia 30 de abril de 2000, o papa JOÃO PAULO II institui a Festa da Misericórdia Divina para toda a Igreja e proclama
a Irmã Faustina Kowalski santa.


No dia 17 de agosto de 2002, no Santuário da Divina Misericórdia em Cracóvia (Polônia), o papa JOÃO PAULO II
realiza o ato solene da entrega do destino do mundo à Divina Misericórdia.
Trechos da homilia do Papa pronunciada durante a Santa Missa:
"Ó Misericórdia divina insondável e inegotável,
Quem Vos poderá venerar e glorificar dignamente?
Atributo máximo de Deus Onipotente,
Sois a doce esperança para o homem pecador" (Diário, 951).
"Caros Irmãos e Irmãs!
Repito hoje essas simples e sinceras palavras de Santa Faustina, para juntamente com ela
e com vós todos glorificar o inconcebível e insondável mistério da Divina Misericórdia. Da mesma forma que ela, queremos confessar que não existe para o homem uma outra fonte de esperança que não seja a misericórdia de Deus. Queremos repetir com fé: Jesus, eu confio em Vós.
Essa profissão, na qual se expressa a confiança no onipotente amor de Deus, é especialmente necessária em nossos tempos, nos quais o homem se sente desorientado em face das variadas manifestações do mal. É preciso que o apelo pela divina misericórdia brote do fundo dos corações humanos, repletos de sofrimento, de inquietação e de dúvida, que buscam uma fonte segura
de esperança. (...)

Por isso hoje, neste Santuário, desejo, confiar solenemente o destino do mundo à Misericórdia Divina. Faço-o com o desejo ardente de que a mensagem do amor misericordioso de Deus, proclamado por intermédio de Irmã Faustina, chegue a todos os habitantes da terra e cumule
os seus corações de esperança
..."
ATO DE CONSAGRAÇÃO
DO DESINO DO MUNDO À DIVINA MISERICÓRDIA

Deus, Pai misericordioso
que revelaste o Teu amor
no Teu Filho Jesus Cristo
e o derramaste sobre nós
no Espírito Santo, Consolador
confiamos-te hoje o destino
do mundo e de cada homem.
Inclina-te sobre nós,
pecadores cura a nossa debilidade
vence o mal faz com
que todos os habitantes da terra
conheçam a tua misericórdia
para que em Ti,
Deus Uno e Trino encontrem
sempre a esperança.
Pai eterno pela dolorosa
Paixão e Ressurreição
do teu Filho tem misericórdia
de nós e do mundo inteiro. Amém!
Papa João Paulo II
 

sábado, 2 de fevereiro de 2013

SANTA IRMÃ MARIA FAUSTINA KOWALSKA

"O Meu olhar, nesta imagem,
é o mesmo que Eu tinha na Cruz."
(Diário, 326)

SANTA IRMÃ MARIA FAUSTINA KOWALSKA

(1905-1938)
1. Dados biográficos
A Irmã Faustina Kowalski, apóstola da Misericórdia de Deus, é considerada pelos teólogos como fazendo parte dos grandes místicos da Igreja.
Nasceu no dia 25 de agosto de 1905, como a terceira dos dez filhos de uma pobre – mas piedosa – família de aldeões estabelecidos em Glogowiec (Polônia). No batismo, realizado na igreja paroquial de Swinice Warskie, recebeu o nome de Helena. Desde a infância distinguiu-se pela piedade, pelo amor à oração, pela diligência e obediência, e também por uma grande sensibilidade à miséria humana.
Freqüentou a escola, mas não chegou a concluir a terceira séria. Ainda jovem, aos dezesseis anos deixou a casa paterna para ir trabalhar como empregada doméstica em Aleksandrów e Lodz, a fim de angariar meios para sua própria subsistência e ajudar os seus pais.
O chamado da vocação religiosa fez-se sentir desde os sete anos de idade (dois anos antes da Primeira Comunhão), embora seus pais não concordassem com a idéia de que a filha entrasse num convento. Nessa situação, Helena procurava ocultar o chamado divino. Mas foi interpelada pela visão de Cristo sofredor e suas palavras de repreensão. Anos depois escreveria em seu Diário:
"Numa ocasião, eu estava com uma de minhas irmãs num baile. Enquanto todos se divertiam a valer, a minha alma sentia tormentos interiores.
No momento em que comecei a dançar, de repente vi Jesus ao meu lado, Jesus sofredor, despojado de suas vestes, todo coberto de chagas. E que me disse estas palavras: Até quando hei de ter paciência contigo, e até quando tu me decepcionarás?
Nesse momento para mim cessou a música animada. Não vi mais as pessoas que estavam comigo: somente Jesus e eu ali permanecíamos.
Sentei-me, depois, ao lado de minha irmã, disfarcei o que tinha se passado comigo, dando a entender que estava com uma forte dor de cabeça.
Em seguida, afastei-me discretamente dos que me acompanhavam e fui à catedral de S. Estanislau Kostka. Já começava a anoitecer e havia poucas pessoas na catedral. Sem prestar atenção a nada do que ocorria à minha volta, caí de bruços diante do Santíssimo Sacramento e pedi ao Senhor que me desse a conhecer o que devia fazer a seguir.
Então, ouvi estas palavras: Vai imediatamente a Varsóvia e lá entrarás no convento.
Terminada a oração, levantei-me, fui para casa e arrumei as coisas indispensáveis. Da maneira como pude, relatei para a minha irmã o que havia acontecido na minha alma. Pedi que se despedisse por mim de meus pais. E assim, só com a roupa do corpo, sem mais nada, vim para Varsóvia" (Diário, 9).

No interior desta catedral Nosso Senhor chamou Irmã Faustina à vida religiosa
Bateu em muitas portas de casas religiosas. Todavia, em nenhuma foi admitida. Finalmente, no dia 1º de agosto de 1925, transpôs o limiar da clausura no convento da Congregação das Irmãs de Nossa Senhora Mãe da Misericórdia, na Rua Zytnia, em Varsóvia. No seu Diário escreveu:
"Sentia-me imensamente feliz, parecia que havia entrado na vida do paraíso. O meu coração só era capaz de uma contínua oração de ação de graças" (Diário, 17).
Na Congregação recebeu o nome de Irmã Maria Faustina. Realizou o noviciado em Cracóvia. Foi ali que, na presença do bispo Estanislau Rospond, professou tanto os primeiros votos religiosos como, passados cinco anos, os votos perpétuos de castidade, pobreza e obediência. Trabalhou em diversas casas da Congregação, porém permaneceu mais tempo em Cracóvia, Vilnius (capital da Lituânia) e Plock, exercendo as funções de cozinheira, jardineira e porteira.
Não deixava transparecer exteriormente a sua profunda vida mística. Cumpria assiduamente as suas funções, guardando com zelo a regra religiosa. Era recolhida e silenciosa, embora ao mesmo tempo fosse natural, serena, cheia de amor benevolente e desinteressado para com o próximo.
O severo estilo de vida e os extenuantes jejuns que ela se impunha desde antes de ingressar na Congregação, enfraqueceram tão severamente seu organismo que, já no postulado, teve de ser enviada a Skolimow, perto de Varsóvia, para tratamento de saúde. Após o primeiro ano do noviciado vieram as experiências místicas extremamente dolorosas – a chamada noite escura – e depois os sofrimentos espirituais e morais relacionados com o cumprimento da missão que havia recebido de Jesus Cristo.
Irmã Faustina ofereceu a sua vida a Deus em sacrifício pelos pecadores, a fim de salvar as suas almas, e por essa razão foi submetida a numerosos sofrimentos. Nos últimos anos de vida intensificaram-se os sofrimentos interiores da "noite passiva do espírito", bem como os problemas físicos de saúde. Desenvolveu-se a tuberculose, que atacou os pulmões e o estômago. Em razão disso, por duas vezes, e por um período de vários meses, permaneceu em tratamento no hospital de Pradnik, em Cracóvia.
Completamente esgotada fisicamente, mas em plena maturidade espiritual e misticamente unida a Deus, faleceu no dia 5 de outubro de 1938 com fama de santidade, tendo apenas 33 anos de idade, dos quais 13 anos de vida religiosa.
Seu corpo foi sepultado em um túmulo no cemitério do convento, em Cracóvia – Lagiewniki. No período do processo informativo para a sua canonização, em 1966, foi transferido à capela do mesmo convento.
2. A Sagrada Imagem de Jesus Misericordioso
(Diário, 22 de fevereiro de 1931)
À noite, quando me encontrava na minha cela, vi Nosso Senhor vestido de branco.
Uma das mãos estava erguida para a bênção, e a outra tocava-lhe a túnica, sobre o peito. Da túnica entreaberta sobre o peito saíam dois grandes raios, um era vermelho e o outro branco.
Em silêncio, eu contemplava o Senhor. A minha alma estava cheia de temor, mas também de grande alegria.
Logo depois, Jesus me disse: Pinta uma Imagem de acordo com o modelo que estás vendo, com a inscrição: Jesus, eu confio em Vós. ... Prometo que a alma que venerar esta Imagem não perecerá. Prometo também, já aqui na Terra, a vitória sobre os inimigos e, especialmente, na hora da morte.
... Eu desejo que haja a Festa da Misericórdia. Quero que essa Imagem, que pintarás com o pincel, seja benta solenemente no primeiro domingo depois da Páscoa, e esse domingo deve ser a Festa da Misericórdia.
Desejo que os sacerdotes anunciem essa minha grande misericórdia para com as almas pecadoras. Que o pecador não tenha medo de se aproximar de Mim.
Certa vez, cansada das diversas dificuldades que tinha por causa de Jesus falar-me e cobrar-me a pintura da Imagem, decidi firmemente, antes dos votos perpétuos, pedir ao Frei Andrasz que me dispensasse daquelas inspirações interiores e da obrigação de pintar a Imagem.
Depois de me ouvir em confissão, Frei Andrasz deu-me esta resposta: "Não dispenso a Irmã de nada. E a Irmã não pode esquivar-se dessas inspirações interiores. Mas deve, necessariamente, relatar tudo ao confessor, sem falta, porque de outra forma incorrerá em erro, apesar dessas grandes graças de Deus. Neste momento, a Irmã está se confessando comigo, mas saiba que devia ter um confessor permanente, isto é, um diretor espiritual."
Fiquei imensamente preocupada com isso. Pensei que me livraria de tudo, e aconteceu o contrário: uma ordem explícita para atender aos pedidos de Jesus. E agora, um novo tormento, o de ainda não ter um confessor permanente.
.... Contudo, a bondade de Jesus é infinita e Ele prometeu-me ajuda visível na Terra. Recebi-a em breve, em Vilnius (Lituânia). Reconheci no padre Sopocko essa ajuda de Deus. Antes de chegar a Vilnius, conheci-o por uma visão interior. Certo dia, vi-o na nossa capela entre o altar e o confessionário. Então ouvi uma voz interior: Eis a tua ajuda visível na Terra. Ele te ajudará a cumprir a minha vontade. (Diário, 47-53).
Para Irmã Faustina, a tarefa imposta por Nosso Senhor era simplesmente irrealizável, visto que ela não possuía as aptidões artísticas necessárias para isso. Não obstante, ela procurava ser obediente à vontade de Jesus e tentava pintar o quadro da forma como podia, mas sem resultado.
Por um lado, a insistência de Nosso Senhor para que ela realizasse essa tarefa; e, por outro lado, a descrença dos confessores e dos superiores, tornaram-se para Irmã Faustina um grande sofrimento pessoal.
Após três anos de permanência em Plock, ela foi transferida a Varsóvia, Polônia. No entanto, também ali continuou preocupada com a incumbência que Jesus lhe deu, ainda não realizada. Nosso Senhor lhe fez sentir como nos planos divinos era importante a realização da tarefa que dela estava esperando:
"De repente vi o Senhor, que me disse: Fica sabendo que, se negligenciares a tarefa da pintura dessa Imagem, e de toda a obra da misericórdia, serás responsável por um grande número de almas no dia do Juízo." (Diário, 154).
Depois de professar os votos perpétuos, Irmã Faustina foi transferida para Vilnius (Lituânia). Lá se encontrou com o seu diretor espiritual, o Pe. Sopocko, que previamente lhe havia sido anunciado por uma visão interior, o qual empreenderá a tentativa de concretizar os pedidos de Nosso Senhor.
"Levado mais pela curiosidade de ver que Imagem seria essa, do que pela crença na veracidade dessas visões, pedi ao pintor Eugênio Kazimirowski que pintasse esse quadro" (Pe. Sopocko, Memórias).
O Pe. Miguel Sopocko informou parcialmente o pintor a respeito da missão de Irmã Faustina. Exigiu dele, entretanto, o compromisso de manter segredo a esse respeito.
Eugênio Kazimirowski, famoso e hábil pintor, mostrou-se digno de pintar a Imagem de Jesus Misericordioso. Concluiu seus estudos artísticos em Cracóvia, sob a orientação de Luszczakiewicz, Axentowicz e Wyczólkowski. Como bolsista, esteve em Lvov, Munique e Paris. Aprofundou também as suas aptidões na Academia S. Lucas em Roma.
Pintar sob orientação significava renunciar à própria visão artística, em prol de uma execução fiel do que lhe era relatado por Irmã Faustina, que vinha ao ateliê do pintor ao menos uma vez por semana, durante seis meses, a fim de sugerir detalhes e apontar os erros.
Ela estava buscando uma execução fiel da imagem de Jesus Misericordioso, de acordo com a vontade divina, e segundo o modelo que lhe havia sido revelado na visão.
Da pintura da Imagem participou ativamente o Pe. Sopocko, que, a pedido do pintor, posou vestindo uma alva. O tempo da pintura serviu de ocasião para uma interpretação mais profunda do seu conteúdo. As questões controvertidas eram decididas pelo próprio Jesus Cristo (Diário 299; 326; 327; 344). Foi muito eloqüente um diálogo de Irmã Faustina com Nosso Senhor a respeito do quadro pintado:
"Quando fui à casa daquele pintor que estava pintando a Imagem, e vi que ela não era tão bela, como o é Jesus, fiquei muito triste com isso, mas escondi essa mágoa no fundo do meu coração. … A Madre Superiora ficou na cidade para resolver diversos assuntos e eu voltei para casa sozinha. Imediatamente dirigi-me à capela e chorei muito. Eu disse ao Senhor: Quem vos pintará tão belo como sois? Então ouvi estas palavras: O valor da Imagem não está na beleza da tinta, nem na habilidade do pintor, mas na minha graça." (Diário, 313).[1]
Desse diálogo emana a sinceridade de Irmã Faustina, agraciada com dons sobrenaturais, que em suas vivências místicas via a beleza do Salvador ressuscitado. Por diversas vezes Nosso Senhor lhe apareceu da forma como se encontra na Imagem (Diário 473; 500; 851; 1046; 1565). E também pediu várias vezes que essa Imagem ficasse acessível para o culto público. Isso confirma que Ele aceitou a Imagem, conforme estava pintada no quadro, aprovando-a, ao aparecer para Irmã Faustina nessa mesma forma.
Nos dias 26 a 28 de abril de 1935, graças ao empenho do Pe. Sopocko, a efígie do Salvador Misericordioso recebeu, pela primeira vez, a veneração dos numerosos fiéis, que rezavam durante as solenidades do encerramento do Jubileu da Redenção do Mundo. Essa solenidade coincidiu com o primeiro domingo depois da Páscoa, como havia pedido Nosso Senhor. Irmã Faustina participou dela. O sermão sobre a Misericórdia Divina foi pregado pelo Pe. Sopocko.
Ao fundo, o grande vitral de Ostra Brama. Sobre ele, em 1935, foi exposta a Imagem de Jesus Misericordioso
"Por admirável desígnio, aconteceu tudo como o Senhor pedira: a primeira veneração que a Imagem recebeu das multidões foi no primeiro Domingo depois da Páscoa. Durante três dias ficou exposta publicamente. Recebeu o culto dos fiéis em Ostra Brama (Ausros Vartai), exposta na parte superior do grande vitral; por isso, podia ser vista de muito longe."
Na capela-santuário de Ostra Brama,[2] em Vilnius, Lituânia, foi comemorado solenemente, durante esses três dias, o encerramento do Jubileu da Redenção do Mundo – os 1900 anos da Paixão do Salvador.
"Agora vejo que a obra da Redenção está ligada com a obra da misericórdia, que o Senhor está exigindo" (Diário, 89).
"Quando a Imagem foi exposta, vi o braço de Jesus fazer um movimento e traçar um grande sinal da cruz. Nesse mesmo dia, (...) vi como essa Imagem pairava sobre uma cidade, e essa cidade estava coberta de fios e de redes. À medida que Jesus ia passando, cortava todas essas redes e, no fim, traçou um grande sinal da cruz e desapareceu..." (Diário, 416).
"Quando estava em Ostra Brama, durante as solenidades em que a Imagem foi exposta, assisti o sermão que foi pronunciado por meu confessor (Pe. Sopocko). O sermão tratava da misericórdia de Deus, sobre a qual Jesus insistia há tanto tempo. Quando começou a falar sobre a grande misericórdia do Senhor, a Imagem tornou-se como que viva, e os raios penetravam no coração das pessoas ali reunidas, embora não na mesma medida. Uns recebiam mais, outros menos. Uma grande alegria inundou minha alma ao ver a graça de Deus" (Diário, 417).
"Quando estava se encerrando a celebração e o sacerdote segurou o Santíssimo Sacramento para dar a bênção, então vi Jesus tal como está pintado na Imagem. O Senhor deu a Sua bênção e os dois raios espalharam-se pelo mundo inteiro. Então, vi uma claridade impenetrável, sob a forma de uma casa de cristal, tecida de ondas de claridade inacessível a nenhuma criatura, nem espírito. A essa claridade conduziam três portas – e nesse momento Jesus, como aparece na Imagem, entrou nessa claridade pela segunda porta – no interior da Unidade" (Diário, 420). [3]
"Os dois raios (na Imagem) representam o Sangue e a Água: o raio branco significa a Água que justifica as almas; o raio vermelho significa o Sangue que é a vida das almas. Ambos os raios jorraram das entranhas da minha misericórdia, quando na Cruz o meu Coração agonizante foi aberto pela lança (...). Feliz aquele que viver à sua sombra, porque não será atingido pelo braço da justiça de Deus” (Diário, 299).
"Por meio dessa Imagem concederei muitas graças às almas; que toda alma tenha, por isso, acesso a ela” (Diário, 570).
As solenidades de Ostra Brama foram a manifestação pública do poder da Divina Misericórdia. Para Irmã Faustina, representaram o sinal e a concessão das graças previamente prometidas.
Em sua correspondência posterior com o Pe. Sopocko, Irmã Faustina escreve: "Deus me deu a conhecer que está satisfeito com o que já foi feito. Mergulhando na oração e na proximidade de Deus, senti em minha alma uma profunda paz quanto ao conjunto dessa obra. (...) E agora, no que diz respeito a essas imagens (pequenas cópias), (...) aos poucos as pessoas as vão comprando, e muitas almas já alcançaram a graça divina que brotou dessa fonte. Como tudo, também esta obra vai progredir aos poucos. Esses santinhos não são tão bonitos como aquela imagem grande, mas são comprados por aqueles que se sentem atraídos pela graça divina..." (Carta, Cracóvia, 21 de fevereiro de 1938).
No dia 4 de abril de 1937, com a autorização do metropolita de Vilnius, o arcebispo Romualdo Jalbrzykowski, e após uma opinião positiva dos peritos, a Imagem de Jesus Misericordioso foi benta e exposta na igreja de São Miguel, em Vilnius, onde começou a ser alvo de veneração cada vez maior. Em 1941 uma comissão de peritos, convocada a pedido do metropolita, declarou que ”essa imagem foi executada artisticamente e constitui um precioso patrimônio da arte religiosa contemporânea”. (Protocolo da Comissão relacionado com a avaliação e a preservação da imagem do Salvador Misericordiosíssimo na igreja de São Miguel em Vilnius, do dia 27 de maio de 1941, assinado pelos peritos: professor de História da Arte, Dr. M. Morelowski; professor de Teologia Dogmática, Pe. Dr. L. Puchaty; e o conservador, Pe. Dr. P. Sledziewski).
”Ofereço aos homens um vaso,
com o qual devem vir buscar graças na fonte da misericórdia.
Esse vaso é a Imagem com a inscrição Jezu, ufam tobie Jesus, eu confio em Vós
(Diário, 327).
Em conseqüência das operações de guerra (1939-1945), a imagem de Jesus Misericordioso permaneceu na Lituânia, que foi dominada pela URSS, e por algumas dezenas de anos tornou-se inacessível aos romeiros. Apesar das muitas ameaças – por muitos anos a imagem permaneceu escondida num sótão, enrolada, guardada num ambiente úmido e frio, e diversas vezes foi restaurada sem o uso da técnica especializada –, por uma milagrosa intervenção divina nada sofreu durante os tempos do comunismo.
Sabe-se através dos depoimentos pessoais do Pe. Sopocko (conservados em fitas cassete), que ele concedeu à Irmã Faustina total liberdade para dirigir o trabalho do pintor.
Ao mesmo tempo, em seus depoimentos ele confirma que a imagem foi pintada exatamente de acordo com as orientações dela. O extraordinário cuidado na execução da Santa Efígie do Salvador, gravada na memória de Irmã Faustina, é confirmado pelo fato de que a efígie pintada corresponde perfeitamente às proporções e à figura estampada no Sudário de Turim.
Tiveram influência negativa na aparência da Imagem os trabalhos de conservação, que por diversas vezes foram realizados de maneira não profissional. A camada de parafina imposta então na Imagem, ainda que tivesse diminuído sensivelmente os efeitos da umidade, provocou a mudança nos matizes das suas cores originais. Essas intervenções por muitos anos encobriram os valores artísticos da Imagem.
Após um grande trabalho de primorosa restauração realizado em 2003, a Imagem recuperou a eloqüência visível da mensagem. A bela figura do Salvador Misericordioso, que se apresenta no espaço escuro, conduz a atenção das pessoas para a luz dos raios de misericórdia, que brotam do Coração aberto na Cruz.
Entretanto, esta primeira Imagem de Jesus Misericordioso, exposta a partir de 1987 na igreja do Espírito Santo em Vilnius, não despertou especial interesse, tanto dos peregrinos como das autoridades eclesiásticas. A falta de condições adequadas da exposição da Imagem contribuiu para novas mudanças desfavoráveis em sua matéria. Somente a partir de julho de 2001, com o consentimento do Pe. Miroslau Grabowski, pároco da igreja do Espírito Santo, a Congregação das Irmãs de Jesus Misericordioso pôde envolver com a sua proteção essa singular e valiosa Imagem.
Há algumas dezenas de anos, esta Congregação se empenha pela propagação da primeira Imagem de Jesus Misericordioso, daquela que surgiu na atmosfera do milagre divino, da oração e do sofrimento de Irmã Faustina, da sua presença e co-participação.
Graças aos empenhos e à dedicação das Irmãs, em abril de 2003 foi realizada a restauração geral da Imagem, que se realizou na casa da Congregação em Vilnius. Dela foram retirados todos os acréscimos pintados, foram consertadas as partes danificadas e removidas as manchas que haviam surgido em conseqüência de umidade e de tentativas de removê-las com produtos químicos. Em conseqüência da restauração realizada, devolveu-se à Imagem o seu aspecto primitivo.
Apesar de ter sido realizada uma restauração geral, o estado do seu material ficou sensivelmente prejudicado, razão pela qual deve ser exposta em condições adequadas e de acordo com as recomendações dos técnicos. A restauração foi realizada pela Sra. Edite Hankowski-Czerwinski, de Wloclawek (Polônia), restauradora de obras de arte, formada pela Faculdade de Belas Artes da Universidade Nicolau Copérnico, de Torun (Polônia).
Desde 2005 a Imagem é venerada na mesma capela-santuário de Ostra Brama, hoje Santuário da Misericórdia Divina, em Vilnius. A primitiva Imagem, pintada pelo pintor Eugênio Kazimirowski, e feita segundo a orientação direta da Irmã Faustina, não deve ser confundida com a pintura feita em 1944 pelo artista Adolfo Hyla, que pintou segundo a sua própria concepção; essa obra encontra-se exposta em Cracóvia, Polônia. O simples cotejo entre ambas revela a autenticidade e superioridade da pintura feita por Eugênio Kazimirowski conforme as indicações de Irmã Faustina.

Eugênio Kazimirowski,
Vilnius, Lituânia, 1934

Adolfo Hyla,
Cracóvia, Polônia, 1944
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NOTAS DO EDITOR:
[1] Jesus refere-se às graças que daria através da Imagem.
[2] Ausros Vartai, em lituano, significa Portal da Aurora; o mesmo lugar, que é a capela-santuário, em polonês é chamado Ostra Brama, que significa Portal Reluzente. A capela de Nossa Senhora de Ostra Brama hoje também é denominada Santuário da Misericórdia Divina. Nesse lugar também é venerado o célebre ícone de Nossa Senhora Porta da Aurora, ou Nossa Senhora da Misericórdia.
[3] Trata-se de uma visão sobre a Santíssima Trindade.
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Fonte: Site da Congregação das Irmãs de Jesus Misericordioso.
jesus-misericordioso.com